CAPUA: continuano gli scarichi abusivi segnalati dalla D.E.A. Ma tutto è come prima e nessuno paga. Mentre la salute se ne va.

Pubblicato il 16 agosto 2026 alle ore 18:07

di Peppino Pasqualino

Neanche a ferragosto si è fermato il servizio di volontariato della D.E.A. (Difesa Eco-Ambientale), un monitoraggio continuo che non da respiro alle Amministrazioni e fa sentire il "fiato sul collo" ai delinquenti che continuano imperterriti a deturpare le campagne dell'agro del basso Volturno. 

Questa volta si tratta, ancora, del capoluogo del basso Volturno, la città di Capua luogo di scempio ambientale perché presa di mira per il deposito di materiali alquanto pericolosi. La precarietà igienico-ambientale, così come si legge nel rapporto inviato alle autorità competenti dalla D.E.A., in questo frangente riguarda una zona denominata località Masseria Nunziatella, area in corrispondenza dei piloni della linea sopraelevata dell'alta velocità ferroviaria in corrispondenza della S.P. 1 Capua-Brezza.  

Fanno sapere i volontari dell'associazione ambientalista che le segnalazioni si moltiplicano nel tempo, i rapporti sono trasmessi in via ufficiale alle autorità competenti e al Municipio capuano, ma nulla accade e intanto anziché di bonifica si assiste all'aumento sconsiderato di scarti di ogni sorta.

<In  data  15 agosto u.s. - si legge nella nota della D.E.A. - durante  una  attività di  monitoraggio  ambientale  effettuato  da alcuni  volontari  dell’associazione  di Difesa  Eco  Ambientale, al  fine  di  verificare   l’esito  delle  precedenti  segnalazioni  fatte  a  mezzo  posta elettronica certificata (PEC)  riguardo  la  presenza  di  materiali pericolosi  e  non, si  sono recati  sui  siti segnalati con l'indicazione delle  coordinate  GPS>.   

Sul luogo si  costatava una elevata  presenza di  materiali  più  volte segnalati e  ulteriori  smaltimenti  illeciti: pneumatici  di  mezzi  agricoli, pezzi  di  membrane  bituminose ,  scarti  provenienti da ristrutturazioni  edili (altra piaga decennale mai risolta),  numerosi materiali  plastici e lignei,  indumenti, reti  di  rotoimballatrici, carcasse  di  frigoriferi,  pezzi  rotti  di  verosimile  amianto,  mobili in disuso e  tanti  altri  materiali  da  caratterizzare per il relativo smaltimento a norma di legge.

Ormai è diventata una vera e propria piaga sociale, un fenomeno che colpisce l'intera nazione, da nord a sud è continuo il comportamento delinquenziale; non si riesce ancora a percepire come mai, a distanza di anni, ancora non giungono provvedimenti legislativi per la costruzione di una rete di raccolta ecologica presso cui i cittadini e le ditte possano recare "GRATUITAMENTE" gli scarti.

Eh sì! Proprio così, l'unica strada per differenziare e recuperare gli scarti é quella della "gratuità". In alternativa restano gli inceneritori in ogni provincia come in tantissimi paesi esteri in cui non si registrano simili comportamenti delittuosi. 

I volontari della D.E.A. stanno facendo la loro parte ... e gli ALTRI ?

 

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