Grazzanise: toponomastica locale ferma alla prima guerra mondiale.

Pubblicato il 28 ottobre 2026 alle ore 16:00

per la rubrica ... Qualcosa non va? ... PARLIAMONE !

 Un bel brutto primato.

a cura di Raffaele Raimondo

Beh, sì, è stato Aldo Cazzullo a risvegliare in me un vecchio disappunto talvolta avvertito proprio come un’indignazione. Infatti è bastato che l’autorevole divulgatore di storia in tv, conversando nella serata di ieri 27 ottobre con Giovanni Floris, conduttore del talk show “Di martedì” in onda su La7, abbia accennato ad “Una giornata particolare” programmata per oggi 28 ottobre sulla stessa rete televisiva e poi preannunciato che Spartaco (“a Thracian gladiator”) sarà il protagonista della trasmissione di solito interessante assai, ciò è bastato (dicevo) per risvegliare in me quella indignazione che, considerata la sua prima esplosione, può essere realisticamente chiamata “GRAZZANISE: LA TOPONOMASTICA LOCALE FERMA ALLA 1^ GUERRA MONDIALE”, col sottotitolo “Un bel brutto primato” (a ludibrio di molti eletti dal popolo degli ultimi 100 anni nel mio ridente paesello del Basso Volturno).

E quando esplose questo disappunto/indignazione??? Forse non ci crederete, ma risale al 1988, l’anno in cui scrissi una lettera al decano dei giornalisti casertani, Federico Scialla, chiedendogli di accogliermi fra i suoi collaboratori nella redazione de “Il giornale di Napoli” allora attiva al corso Trieste di Caserta. Don Federico mi diede il foglio di carta millimetrata e mi raccomandò di non andare assolutamente oltre il numero delle righe che mi assegnò per il pezzo d’esordio (vale la pena di ricordare che quello era ancora il tempo in cui si preparava a mano, con matita e squadretta, il cliché di ogni pagina del quotidiano e drastici erano i tagli degli articoli sovrabbondanti). Così, facendo e rifacendo (come è avvenuto fino all’estate scorsa) la cronaca dal mio amatissimo “loco natìo”, mi imbattei sulla vicenda strana dei nomi delle vie del centro antico che era una questione sulla quale in precedenza avevo riflettuto “en passant”.

L’anno successivo quella questione diventò oggetto di una petizione e poi di un primo articolo. Ne parlai “in primis” con l’amico Pino Bertone, esponente di vertice della sezione MSI-DN (il partito che, nel 1995, svoltò a Fiuggi, ribattezzandosi AN). Invero egli fu il secondo dei 62 concittadini firmatari dell’istanza da me consegnata, nel 1989, all’allora sindaco Enrico Parente (4° dei “6 Enrico” primi cittadini grazzanisani dal Ventennio al corrente anno 2026). Sono trascorsi 37 (dico “trentasette” anni) e l’aggiornamento/revisione dei nomi delle vie è ancòra un sogno. Continuano, in effetti, a campeggiare nello stradario comunale via degli Schiavi, via Impiso, ‘a via ra Morte (da qualche pietoso tecnico comunale rinominata “via Motta”, forse pure per fare uno sgambetto ad Alemagna): un “fascio” di nomi che amministratori diversamente illuminati avrebbero potuto accorpare, lungo i lustri passati, in una sola via Spartaco, in quanto non sarebbe affatto da escludere l’ipotesi secondo la quale almeno una parte dei gladiatori impegnati nell’anfiteatro della vecchia Capua (fra i quali appunto lo schiavo Spartaco proveniente dalla penisola balcanica) si allenassero giustappunto nell’odierno tenimento, anticamente paludoso, di Grazzanise.

Consigliabilissimo l’accorpamento, dal momento che già insistevano in paese via della Pietra (non esattamente decifrabile nel Paleolitico oppure nel Neolitico), via Crocelle, via Fiume Morto ed altre simili strade a truce denominazione. Dirò, nelle prossime sortite, altri gustosi particolari dell’incredibile storiella riconosciuta nel predetto sottotitolo “Un bel brutto primato”. 

 

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