Bracconaggio a Castel Volturno: il blitz sul litorale e la riforma della caccia che allarma il Basso Volturno.

Pubblicato il 3 novembre 2026 alle ore 16:15

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Polizia provinciale e WWF fanno "muro" contro i bracconieri

a cura di Bruno Marfé

Da una parte, sette persone identificate e tre richiami illegali sequestrati sul litorale di Castel Volturno: la Polizia Provinciale e il WWF fanno la loro parte contro il bracconaggio. Dall'altra, il 27 novembre la Camera discute una riforma che le associazioni ambientaliste ritengono un arretramento delle tutele e su cui Bruxelles ha sollevato rilievi. In mezzo, un territorio già segnato da altre scelte controverse, come il CPR previsto nel Parco umido La Piana.

Il blitz

L'operazione, resa nota il 31 ottobre, si è svolta a Castel Volturno, nelle aree rurali attraversate dalle rotte migratorie. Ha coinvolto la Polizia Provinciale di Caserta, coordinata dal comandante Biagio Chiariello, e le guardie giurate venatorie e ambientali del WWF guidate da Alessandro Gatto.

Secondo le note diffuse, gli agenti hanno identificato sette persone intente all'attività venatoria, controllato sei fucili da caccia (documentazione e conformità) e sequestrato tre richiami acustici elettromagnetici, con pen-drive contenenti versi registrati, batterie e radiocomandi. Le sette persone sono state segnalate in stato di libertà alla Procura di Santa Maria Capua Vetere per l'uso di dispositivi acustici ed elettronici vietati dalla legge 157/1992. Sono ipotesi di reato: vale la presunzione di innocenza.

Questi apparecchi imitano i versi degli uccelli per attirarli lungo le rotte migratorie, alterandone i comportamenti e favorendo abbattimenti indiscriminati. Il presidente della Provincia, Anacleto Colombiano, ha annunciato che i controlli congiunti proseguiranno sul litorale casertano.

Un territorio protetto, sulla rotta dei migratori

Alla sinistra della foce del Volturno si trova l'Oasi dei Variconi: zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar (195 ettari secondo la scheda ufficiale), censita come ZPS e ZSC della rete Natura 2000 e parte della Riserva naturale regionale Foce Volturno–Costa di Licola. Vi sono state osservate oltre duecento specie di uccelli.

Le note sul blitz non dicono se i controlli siano avvenuti dentro i confini dell'area protetta, ma il litorale e la rotta migratoria sono gli stessi. Tre richiami sequestrati non misurano il fenomeno: confermano che esiste.

La riforma in Aula il 27 novembre

La proposta di legge n. 2984 modifica la legge 157/1992. Il Senato l'ha approvata il 23 giugno (80 sì, 56 no, 2 astenuti); la Conferenza dei capigruppo l'ha calendarizzata per il 27 novembre nell'Aula della Camera. Le associazioni contestano che accada prima della fine dell'esame degli emendamenti in Commissione Agricoltura.

Tra le novità più contestate, secondo stampa e associazioni, innanzitutto cade il limite del 10 febbraio per la caccia, che oggi protegge l'inizio della migrazione prenuziale; poi entrano tra le specie cacciabili stambecco, oca selvatica e piccione; ancora torna la caccia sul demanio marittimo, spiaggia compresa; paradossalmente il cacciatore è definito «bioregolatore» e il ruolo dell'Ispra viene ridimensionato; ed infine tornano i richiami vivi.

La Commissione europea ha sollevato rilievi su alcuni punti, in particolare sulla fine della stagione venatoria e sul ruolo dell'Ispra, ritenendoli in contrasto con la Direttiva Uccelli; sui richiami vivi l'Italia è inoltre già oggetto di una procedura EU Pilot dal 2023. Il centrodestra difende il testo come una legge pensata per l'agricoltura e la gestione della fauna, non per la caccia in sé. Critiche sono arrivate anche da dentro la maggioranza: Forza Italia ha presentato emendamenti che contestano il calendario e il rischio di procedure d'infrazione.

Chi esamina il testo

Il 13 ottobre Francesco Bruzzone (Lega) è stato eletto presidente della Commissione Agricoltura: è il primo firmatario della proposta «sparatutto» del 2024 e, come lui stesso afferma, un cacciatore praticante. La vicepresidente, Maria Cristina Caretta (FdI), è anch'essa cacciatrice. Le associazioni parlano di conflitto di interessi e chiedono trasparenza; Forza Italia contesta la presidenza negli stessi emendamenti.

Le domande aperte

Prima ancora che a Roma, a Castel Volturno vanno chiarite tre cose. Innanzitutto quanti controlli, con quali uomini e mezzi, sono previsti sul litorale dopo l'annuncio della Provincia; quanto il testo inciderebbe su riserva regionale, ZPS, zone umide e demanio marittimo del litorale domizio: dalle fonti consultate non emerge in modo esplicito; infine come si concilia l'accelerazione in Aula con i rilievi di Bruxelles.

Il bracconaggio si combatte sul campo, le regole si scrivono a Roma. Il 27 novembre il Basso Volturno ha un motivo in più per guardare a entrambi.

Fonti

 

 

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