di Peppino PASQUALINO
Soltanto quelle ufficiali sono trenta, un numero considerevole quello delle Chiese presenti nella Capitale del Volturno. Tanti studiosi del territorio diocesano, tra cui archeologi e storici, ammettono che a questo numero certamente dovrebbero esserne aggiunte altre nascoste nel sottosuolo; le tracce degli itinerari a conforto della tesi fanno chiaramente presupporre tale ipotesi.
Ma fermiamoci a considerare il numero dei tempi sacri presenti sul territorio capuano e cerchiamo di elencarli anche se non proprio tutti restano aperti al culto, vuoi per mancanza di presbiteri, vuoi per mancanza di fondi per i lavori di restauro, vuoi per mancanza di volontà politica e religiosa.
San Salvatore a Corte, San Martino alla Giudea, Sant'Eligio, Chiesa del Convento di Santa Caterina, San Michele a Corte, San Marcello, S anta Maria delle Grazie, SS. Rufo e Carponio, San Giovanni della Corte, San Giovanni delle Monache, San Leucio, San Salvatore Piccolo, Santa Placida, San Leonardo, San Nazario e Celso, Sant'Angelo in Audoaldis, Cattedrale dei SS. Stefano e Agata, San Domenico, Gesù Piccolo, della Concezione, San Benedetto, di Montevergine, della Maddalena, San Lazzaro, Santa Maria delle Dame Monache, dell'Annunziata, San Giuseppe, Basilica Benedettina di Sant'Angelo in Formis. Quest'ultima meritevole di ogni attenzione sul versante artistico-culturale-turistico, basilica sorta nel 1087, mentre quella di San Marcello, resta probabilmente la più antica di Capua, sorta dell'anno 841, in pieno periodo longobardo, in onore dell'ex centurione romano morto da martire.
Tutto questo patrimonio, unito alle orme storiche (vedi Torri federiciane, bastioni, Sala d'Armi, Palazzo Fieramosca e tanti altri siti) che fanno di Capua una città di cultura e storia - oltre che importante sede Arcivescovile - non sarebbe da valutare attentamente, da studiare con strategie di marketing turistico con l'impiego di giovani neo-laureati nel settore?
Ogni associazione coltiva il suo orticello, ogni rivolo culturale si disperde nella sterile miope visione dell'immediato. A proposito: che fine ha fatto il progetto "Appia antica"?
La cittadina capuana, capitale dell'intero Basso Volturno, ha bisogno di un coordinamento strategico unico, una solida base progettuale sulla quale investire e trovare sinergia pubblico-privata; un volano per attirare fondi e generare economia per tutta l'intera cittadina che potrebbe "vivere di turismo".
E pensare che il giovane Wolfgang Amadeus Mozart, il 13 marzo 1770, nel suo viaggio verso Napoli con il padre Leopold, passando per Capua suonò l'organo presente tutt'oggi nella centralissima Chiesa dell'Annunziata lungo il Corso Appio. In altri paesi, soltanto questo fatto attirerebbe milioni di visitatori all'anno. A Capua non si può!
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