Pinetamare rischia di perdere un punto di riferimento: si ferma la distribuzione dei giornali dopo oltre 35 anni
a cura di Bruno Marfé
È con profonda amarezza che la comunità di Pinetamare e dell'intero Basso Volturno apprende una notizia che mai avrebbe voluto leggere. Con un toccante messaggio affidato ai social, Gino ha annunciato la cessazione della distribuzione di giornali e riviste presso Edicolè, il suo storico punto vendita.
Una comunicazione breve, ma carica del peso di oltre 35 anni di lavoro nel campo della cultura, dell'informazione e, soprattutto, del servizio alla comunità. Gino parla di un "grave errore di valutazione" che lo ha costretto a "combattere contro il tempo", lasciando aperta la speranza che questo stop possa essere soltanto temporaneo, anche se al momento non ci sono certezze.
Quella di Edicolè, però, non è mai stata soltanto un'edicola.
Nel corso degli anni il punto vendita di Gino è diventato un vero presidio di prossimità per Pinetamare e per tanti cittadini del territorio. Un luogo nel quale si potevano acquistare giornali e riviste, ma anche libri, articoli di cancelleria e trovare una lunga serie di servizi utili nella vita quotidiana. Edicolè, del resto, è da sempre anche l'unica libreria della zona — un presidio culturale, prima ancora che commerciale, in un territorio dove i punti vendita del libro sono ormai una rarità.
Pagamenti, ricariche, fotocopie, pratiche veloci e servizi al cittadino hanno trasformato progressivamente quell'edicola in qualcosa di molto più simile a un piccolo sportello al servizio della comunità. Un punto al quale rivolgersi quando serviva una soluzione pratica, un'informazione, un aiuto o semplicemente qualcuno disposto ad ascoltare e a dare una mano.
È proprio questa dimensione, forse, che rischia di andare perduta insieme alla distribuzione dei giornali.
Siamo ormai abituati a pensare che tutto possa essere fatto online, con pochi clic e senza bisogno di spostarsi. Ma la realtà quotidiana di molte persone racconta ancora un'altra storia. Per tanti cittadini, soprattutto quando una procedura si complica o quando manca dimestichezza con gli strumenti digitali, avere vicino una persona capace di spiegare, assistere e risolvere un problema rappresenta un servizio tutt'altro che secondario.
Per oltre 35 anni Gino ha svolto anche questa funzione, con una disponibilità che è diventata parte integrante del rapporto con i suoi clienti. La sua attività è stata così non soltanto un luogo commerciale, ma uno dei tanti piccoli presidi attraverso i quali una comunità riesce a mantenere relazioni, servizi e prossimità.
Nel suo messaggio Gino non nasconde il dolore. Parla di un "groppo alla gola", ringrazia e si scusa con i suoi clienti e con gli amici che lo hanno accompagnato lungo questo percorso. Ma, soprattutto, lascia aperta una porta: la speranza di poter tornare presto tra loro.
È una speranza alla quale oggi si associa anche il Basso Volturno.
La sospensione della distribuzione dei giornali rischia infatti di lasciare un vuoto che non è soltanto commerciale, ma anche culturale: con Edicolè si perde, insieme all'edicola, l'unico presidio del libro rimasto sul territorio. Perdere un'attività di prossimità significa spesso perdere anche una piccola parte della rete informale di servizi e relazioni che tiene insieme un territorio.
Ed è per questo che la vicenda di Gino riguarda molto più di un'edicola. Riguarda il valore di quei luoghi che, giorno dopo giorno, finiscono quasi senza accorgersene per diventare parte della vita di un quartiere.
A Gino va il ringraziamento della redazione di Blog Basso Volturno e di tutti quei cittadini che, in questi 35 anni, hanno varcato la porta di Edicolè per comprare un giornale, un libro, una penna, effettuare una ricarica o un pagamento, fare una fotocopia, sbrigare una piccola pratica o, semplicemente, chiedere un consiglio.
Grazie, Gino, per questi 35 anni. Grazie per aver fatto di un'edicola molto più di un negozio, e per esserci sempre stato, ogni giorno, per chiunque avesse bisogno di una mano.
Certi luoghi, alla fine, smettono di essere semplicemente attività commerciali. Diventano parte della storia delle persone che li hanno frequentati e della comunità alla quale hanno scelto di dedicare il proprio lavoro.
Ed è proprio per questo che oggi Pinetamare non vuole dire addio, ma solo arrivederci. Con la fiducia che questo momento difficile possa essere superato, e che quella porta possa tornare presto ad aprirsi ogni giorno, come è accaduto per oltre tre decenni. Forza, Gino: ti aspettiamo.
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