La presenza di amianto e rifiuti pericolosi allarma l'intero basso Volturno. E' giunta l'ora di un tavolo di concertazione tra i Sindaci.

Pubblicato il 15 settembre 2026 alle ore 17:55

La "terra dei fuochi" si avvicina sempre più.

I volontari della DEA continuano l'opera di rinvenimento.

per la RUBRICA "Ne dobbiamo parlare? ... Parliamone"

di Peppino Pasqualino

Adesso la paura di tanti si concentra particolarmente sul problema dell'assuefazione generale, della consapevolezza che non c'è più niente da fare e tutto è legato, a filo doppio, all'economia, alla capacità o meno di spendere soldi (che non ci sono quasi mai) per il ripristino dei luoghi, all'assenza quasi totale di coscienza civile desiderosa di "PRETENDERE", una volta e per tutte, la salvaguardia della salute. 

Parliamo del continuo abbandono di rifiuti pericolosi, in particolare amianto. Dopo le segnalazioni inviate alle autorità competenti dai volontari della D.E.A. (Difesa Eco Ambientale), riguardanti i consistenti cumuli di rifiuti speciali sul territorio di Santa Maria la Fossa, adesso è la volta di quello di Grazzanise. La presenza di tante lastre di amianto utilizzate per le coperture e abbandonate nei pressi del Canale Fiumarella - di cui abbiamo trattato in precedenti articoli - alzano l'indice di allarme, in quanto i materiali abbandonati sono depositati a ridosso dell'ambiente umido in cui già sono presenti diverse presenze di volatili acquatici che nidificano, oltre ad inquinare le falde acquifere sottostanti. 

<Nei giorni scorsi,  durante  un  monitoraggio  ambientale  effettuato  da  alcuni  volontari  ambientali in  agro  di  Brezza, - recita una nota dell’associazione  D.E.A coordinata dal Presidente Giuseppe Parente - ai  margini di una stradina  che attraversa le campagne sono stati  rinvenuti diversi  cumuli  di  rifiuti  di  varia  natura>.  <Alcuni  di  essi, - si legge nella segnalazione -  molto  probabilmente,  sono  stati estratti  e  rimossi    a seguito di  interventi di  pulizia     e successivamente  ammassati   e lasciati  incustoditi  sui  lati  del fosso   della  banchina  stradale>.

Per ripristinare i luoghi occorrono "soldi" della collettività.

Illecitamente  abbandonati, i  materiali   accumulati  comprendono scarti  edili, litoidi,  materiali  plastici, ferrosi,  RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), amianto  fatto  a  pezzi, pneumatici,  polistirolo,  membrane  bituminose, diversi  sacchi  intatti di malta  cementizia. Tutta questa quantità di rifiuti - classificati "pericolosi"- invadono tanti luoghi reconditi dell'agro del basso Volturno, molto spesso in prossimità delle rive del Fiume e del Canale Fiumarella. La rimozione di tali quantità di materiali pericolosi prevede un grande lavoro burocratico e tante energie economiche a carico della collettività, un dispendio di risorse che potrebbero essere impiegate per altri servizi.

Ora, considerata la situazione sempre più preoccupante segnalata dai volontari della DEA, che con tanto sacrificio battono il territorio per attuare un'opera deterrente di controllo, si dovrebbe concertare un tavolo istituzionale e chiamare a raccolta i cinque Sindaci del Basso Volturno per programmare e coordinare una "seria" attività di controllo con l'ausilio del volontariato e delle forze di Polizia.
 
Inoltre sembra opportuna anche una strategia educativa nelle scuole di tutto il territorio, da Capua a Castel Volturno, senza l'utilizzo di dinamiche progettuali una-tantum, bensì attraverso una programmazione didattica continua, quotidiana e con visite guidate per bambini, ragazzi e giovani sui luoghi inquinati. 

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