La "terra dei fuochi" si avvicina sempre più.
I volontari della DEA continuano l'opera di rinvenimento.
per la RUBRICA "Ne dobbiamo parlare? ... Parliamone"
di Peppino Pasqualino
Adesso la paura di tanti si concentra particolarmente sul problema dell'assuefazione generale, della consapevolezza che non c'è più niente da fare e tutto è legato, a filo doppio, all'economia, alla capacità o meno di spendere soldi (che non ci sono quasi mai) per il ripristino dei luoghi, all'assenza quasi totale di coscienza civile desiderosa di "PRETENDERE", una volta e per tutte, la salvaguardia della salute.
Parliamo del continuo abbandono di rifiuti pericolosi, in particolare amianto. Dopo le segnalazioni inviate alle autorità competenti dai volontari della D.E.A. (Difesa Eco Ambientale), riguardanti i consistenti cumuli di rifiuti speciali sul territorio di Santa Maria la Fossa, adesso è la volta di quello di Grazzanise. La presenza di tante lastre di amianto utilizzate per le coperture e abbandonate nei pressi del Canale Fiumarella - di cui abbiamo trattato in precedenti articoli - alzano l'indice di allarme, in quanto i materiali abbandonati sono depositati a ridosso dell'ambiente umido in cui già sono presenti diverse presenze di volatili acquatici che nidificano, oltre ad inquinare le falde acquifere sottostanti.
<Nei giorni scorsi, durante un monitoraggio ambientale effettuato da alcuni volontari ambientali in agro di Brezza, - recita una nota dell’associazione D.E.A coordinata dal Presidente Giuseppe Parente - ai margini di una stradina che attraversa le campagne sono stati rinvenuti diversi cumuli di rifiuti di varia natura>. <Alcuni di essi, - si legge nella segnalazione - molto probabilmente, sono stati estratti e rimossi a seguito di interventi di pulizia e successivamente ammassati e lasciati incustoditi sui lati del fosso della banchina stradale>.
Per ripristinare i luoghi occorrono "soldi" della collettività.
Illecitamente abbandonati, i materiali accumulati comprendono scarti edili, litoidi, materiali plastici, ferrosi, RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), amianto fatto a pezzi, pneumatici, polistirolo, membrane bituminose, diversi sacchi intatti di malta cementizia. Tutta questa quantità di rifiuti - classificati "pericolosi"- invadono tanti luoghi reconditi dell'agro del basso Volturno, molto spesso in prossimità delle rive del Fiume e del Canale Fiumarella. La rimozione di tali quantità di materiali pericolosi prevede un grande lavoro burocratico e tante energie economiche a carico della collettività, un dispendio di risorse che potrebbero essere impiegate per altri servizi.
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