per la rubrica "Qualcosa che non va? ... Parliamone"
di Peppino Pasqualino
La prevenzione non "colpisce" l'occhio dell'elettorato.
Prevenzione, prevenzione, prevenzione, quell'azione "snobbata" dalle amministrazioni ed Enti preposti al controllo del territorio e alla salvaguardia ambientale. Certo che fa più rumore un albero che cade anziché una foresta che cresce. Intanto, se fosse attuata una seria opera di monitoraggio territoriale periodica, in tempo di pace, si giungerebbe a segnalare, a chi di competenza, un eventuale pericolo con conseguente immediato intervento a salvaguardia del territorio, dei manufatti, delle abitazioni, delle persone e degli animali. Siamo da anni abituati alle immagini televisive di incendi paurosi a ridosso di abitazioni o insediamenti turistici, alluvioni causate per il mancato intervento di pulizia degli alvei; subito dopo si calma la "tempesta mediatica" e si ritorna alla quotidiana, scialba, inoperosa dis-amministrazione della cosa pubblica senza che nessuno paghi per la propria inefficienza.
Mai si era visto nel basso Volturno, a memoria di chi vive sul territorio da una vita, un incendio protrarsi per ben trentasei ore, con piccoli focolai ancora vivi e pronti ad alimentare nuove fiammate. Già dalla mattinata di ieri primo ottobre, all'altezza dell'incrocio in cui la provinciale 333 quasi si abbraccia all'argine artificiale del Volturno nel territorio di Santa Maria la Fossa, una prima scintilla ha dato inizio a un lento ma inesorabile incendio, domato dopo il sopraggiungere di una prima squadra di Vigili del Fuoco. Ma nonostante l'intervento di spegnimento, il fuoco ha covato per l'intera mattinata e il vento proveniente da ovest non ha fatto altro che rendersi complice dello sviluppo di fiamme alte in direzione del centro abitato della cittadina fossatara.
Se la manutenzione dei fossi fosse stata attuata, le fiamme non avrebbero raggiunto la vicina azienda bufalina gestita dai fratelli Giulio e Attilio Mirra. Malgrado l'impegno continuo di diverse squadre dei Vigili del Fuoco, le fiamme hanno divorato in poche ore un capannone per il ricovero delle mandrie bufaline, un intero deposito di fieno per l'inverno, la copertura di un'altra sede di ricovero per gli animali e un' autocisterna per il trasporto dei reflui zootecnici. Lavoro di anni andato in cenere in poche ore.
Che fine hanno fatto tutti gli intenti sbandierati soltanto in occasione delle operazioni di soccorso? Il circo equestre della macchina di protezione civile - che si mette in moto in occasioni festaiole - dov'è durante l'arco dell'anno per monitorare attentamente il territorio, segnalare ogni possibile pericolo e attuare la giusta azione di protezione civile, ovvero la PREVENZIONE?
Intanto, il primo cittadino, l'architetto Nicolino Federico puntualizza: <ogni anno inviamo alla Città Metropolitana di Caserta la richiesta di pulitura dei controfossi laterali e di tutte le aree di competenza provinciale>. <A dire il vero - aggiunge il Sindaco - quattro anni fa la Provincia effettuò l'intervento di pulizia nell'area interessata dall'incendio in narrativa e anche due settimane fa l'azione di ripristino aveva avuto inizio, ma subito interrotto per la richiesta di intervento più urgente sul territorio di Villa Literno>.
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