a cura di Bruno Marfé
Una giornata intensa di incontri, testimonianze e riflessioni ha animato Castel Volturno in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. L'evento, fortemente voluto e coordinato dalle realtà ecclesiali del territorio, ha posto al centro un messaggio inequivocabile: la priorità assoluta dell'amore e della tutela verso i più piccoli.
Oltre i pregiudizi: la lezione delle uova e la metafora dell'uguaglianza
Il cammino di riflessione che ha accompagnato l'avvicinamento a questa ricorrenza affonda le sue radici in un'immagine semplice ma dirompente, capace di smontare ogni pregiudizio: la celebre metafora delle uova portata nelle scuole e divenuta virale sul web. Mostrando ai bambini un uovo dal guscio bianco e uno dal guscio marrone, l'insegnante ha invitato la classe a riflettere sulle differenze esteriori. Ma aprendoli, la magia della realtà si è svelata agli occhi dei più piccoli: dentro, i tuorli sono assolutamente identici. «Fuori siamo diversi, ma dentro siamo tutti uguali. E abbiamo lo stesso cuore!» — un insegnamento profondo che ci ricorda come le differenze fisiche o culturali siano solo sfumature superficiali, mentre l'essenza umana e il valore di ogni persona rimangano perfettamente uguali.
Questa stessa filosofia di inclusione e vicinanza si è specchiata perfettamente nello spirito della giornata celebrata a Castel Volturno, trasformandosi in gesti concreti di accoglienza e fraternità.
Le voci dei protagonisti: accoglienza senza confini e difesa dei bambini
A fare gli onori di casa e a tracciare la rotta della giornata sono stati i principali referenti dell'iniziativa, le cui parole hanno racchiuso il senso profondo dell'impegno diocesano e parrocchiale.
Mons. Pietro Lagnese (Vescovo di Capua): nel suo intervento ha ribadito con forza la linea dell'apertura incondizionata, richiamando l'autentico spirito evangelico: «Sì all'accoglienza, mai no, mai chiudere le porte. Ogni uomo è mio fratello, e questa è la lezione del Vangelo». Allargando poi lo sguardo alle indicazioni giunte dal Papa, il Vescovo ha voluto marcare una linea invalicabile sul tema dell'infanzia: «Il Papa quest'anno ci ha voluto richiamare non al solito tema di integrare, accogliere, proteggere... ci ha voluto indicare un tema ancora più importante di tutti: l'accoglienza, l'amore per tutti i bambini! [...] Potete parlare di immigrati come volete voi, potete fare tanti pezzi, potete fare tanti distinguo, ma sui bambini non vi permettete di fare niente: i bambini non si toccano!»
Padre Paulinus (Parroco): aprendo i lavori della giornata, ha voluto ricordare le radici evangeliche della fraternità: «Ci ricorda proprio che siamo tutti fratelli e che tra i fratelli, i più piccoli devono avere sempre il primo posto e la più grande attenzione». E ha aggiunto: «Oggi è un giorno per ringraziare il Signore per la vita e per tutto quello che Lui ha fatto, fa e farà ancora per i migranti in questo Paese, in Italia, e anche qui a Castel Volturno».
Antonio Casale (Direttore dell'Ufficio Migrantes della Diocesi di Capua): ha sottolineato la storicità e la solidità dell'impegno diocesano nell'accoglienza, ricordando come Castel Volturno rappresenti da trent'anni un punto di riferimento fondamentale per l'integrazione sul territorio campano e lodando la vicinanza costante della Chiesa e dei suoi pastori.
L'impegno quotidiano e la testimonianza di Massimo Antonelli
La giornata non è stata solo momento di riflessione istituzionale, ma il racconto corale di un territorio che vive l'accoglienza ogni giorno attraverso una fitta rete di parrocchie, comunità straniere e associazioni.
Un contributo emblematico è arrivato da Massimo Antonelli, fondatore della Tam Tam Basket, che da oltre vent'anni batte casa per casa alla ricerca dei bambini per sottrarli al disagio: «Questo è un presidio dell'accoglienza, lo dico sempre un po' a tutti: qui i bambini imparano a giocare a basket, ma soprattutto imparano a giocare il gioco bello e avventuroso della vita».
Una festa di tutti e per tutti
La manifestazione si è chiusa tra canti di festa, momenti di condivisione e la consapevolezza che, come ricordato dai pastori e dagli operatori presenti, le porte della comunità non devono mai essere chiuse. Una grande festa dei bambini e per i bambini, vera bussola del presente e del futuro di Castel Volturno, dove l'amore, l'uguaglianza e il rispetto non restano solo parole stampate su un foglio o disegnate in un fumetto, ma diventano vita vissuta.
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