Il lavoro del regista Iavazzo riproposto al Fazio di Capua.
di Peppino Pasqualino
Dopo il clamoroso successo di critica e pubblico dello spettacolo “Le Dimore dell’Anima”, di Antonio Iavazzo, che ha debuttato lo scorso anno, la direzione del teatro capuano ha deciso di riproporlo, fuori abbonamento, nella rassegna FaziOpenTheater 2026 - 2027 presso il Teatro "FAZIO" di Capua. Fuori programma sono state proposte al pubblico tre repliche: venerdì 20 novembre 2026 alle ore 20.00, sabato 21 novembre 2026 sempre alle ore 20.00 e domenica 22 Novembre 2026 alle ore 19.00.
Lo spettacolo si terrà a Capua, nella centralissima Via Seminario, nella Sala Teatro di Palazzo Fazio. Gli interpreti saranno Stefania Aulicino, Daniele Cardone, Mario Di Fraia, Raffaele Di Raffaele, Antonio Geniale, Licia Iovine, Annamaria Renna, Chiara Russo e Elena Patrizia Scialla con la regia teatrale dello stesso autore, Antonio Iavazzo.
Le note di regia, qui di seguito riportate, sono state redatte dallo stesso autore, nonché Direttore artistico del prezioso teatro capuano, Antonio Iavazzo: “Un omaggio devoto e grato ad alcuni dei miei riferimenti e miti artistici nei vari campi della creatività. Tra essi, il Dracula di F.F. Coppola, Il cielo sopra Berlino di Wenders, Chaplin, Keaton e il cinema muto. Don Chisciotte, la Commedia dell'Arte, Artaud, Barba, Carmelo Bene, Beckett, il mondo onirico, poetico e trasfigurato delle installazioni di Bill Viola. E poi Kavafis, Eluard, Pessoa, Borges, Gibran, Desnos, Schiller, e tanti altri miei amati poeti, Lao Tzu e i miei aneliti taoisti. Ed ancora la musica classica, Ivano Fossati, Karaindrou, Kate Bush, il blues.
E il mio adorante amore per la Danza e per Pina Bausch. Una immersione, extra ordinaria, multisensoriale, tra visioni, suoni, che narrano di sensi smarriti e che anelano al sogno, all’armonia. Un viaggio tra generi e stili attraverso linguaggi multipli (cinema, teatro, danza, poesia, letteratura, arti figurative, ecc.) che esortano all’epoché...Un invito a rendersi vulnerabili alla poesia e a tutto ciò che, nella nostra caducità, può rendere il nostro transito, immortale. Se non noi, l'attimo.
Fosse anche solo per una lacrima, un riverbero di nostalgia, un sorriso compiaciuto, una risonanza emozionale, uno squarcio al cuore. I magnifici spazi e le location di Palazzo Fazio accoglieranno i nostri sguardi”.
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