per la rubrica..."Qualcosa non va?... PARLIAMONE !
a cura di Peppino Pasqualino
Non si poteva scegliere "titolo" migliore per evidenziare; perchè questo si deve fare ... evidenziare... accendere tutti i riflettori possibili, usare ogni megafono possibile, urlare fino a fare esplodere le tonsille per DENUNCIARE quello che da oltre trent'anni accade a Capua: l'allagamento del sottopasso ferroviario.
Ne abbiamo parlato fino alla noia. Già lo scrivente gettò fiumi di parole alla fine degli anni '90 sull'ex CORRIERE DI CASERTA e poi sulla GAZZETTA DI CASERTA e ancora successivamente sul GIORNALE DI CASERTA; dopo oltre trent'anni ancora oggi basta l'urina di un passero per allagare il sottopasso ferroviario con conseguente blocco stradale, file interminabili di autoveicoli e imprecazioni di quelli che restano immobili nell'acqua alta nella quale tentano il guado.
Studenti (felici) che non possono raggiungere le scuole di Capua e dell'hinterland, lavoratori che non possono raggiungere i posti di lavoro (molti di loro non vengono pagati per quest'assenza), tanti altri lavoratori (pubblici e privati) costretti ad attingere al monte ferie (quelli che possono) o "fingersi ammalati" facendo ricorso a medici "compiacenti".
Se si punta il dito verso il Comune ci si sente rispondere che la competenza è della Città Metropolitana; se si interroga quest'ultima si riceve in risposta che "l'intervento è a cura delle Ferrovie dello Stato"; se si scomoda RFI (Rete Ferroviaria Italiana) si viene smistati verso la Regione Campania. Insomma un balzello storico, un disgustoso rimbalzo di responsabilità. A proposito: chi ha fatto i lavori a suo tempo che responsabilità ha in tutto questo? La direzione dei lavori aveva studiato bene la problematica di eventuali eventi meteorologici? Il collaudo (ben pagato) come mai ha dato l'ok all'apertura del sottopasso quando successivamente si sono verificate centinaia di avarie al sistema di smaltimento delle acque piovane?
Sappiamo bene che sono risposte che non giungeranno mai come non sono giunte mai in questi trent'anni. Non è possibile isolare una popolazione oltre settantamila abitanti (l'intero basso Volturno) per una pioggia, tra l'altro questa volta neanche di eccezionale portata. Per raggiungere la capitale del Basso Volturno gli automobilisti si "avventurano" (è proprio il caso di dirlo) verso la località Boscariello, una strada che in questi trent'anni "qualche" amministratore capuano avrebbe potuto considerare quale alternativa al traffico, avrebbe potuto progettare e realizzare un'arteria valida per bay-passare il sottopasso ferroviario. Ma tristemente siamo obbligati a utilizzare il condizionale "avrebbe" perché nessuno si è curato di porre rimedio al disservizio; anche i mezzi di soccorso restano bloccati o costretti a deviare verso percorsi lunghissimi e trafficati in direzione di Carditello o di Brezza (frazione di Grazzanise).
Questo Blog si è preoccupato di inviare un video alla redazione di Buon Giorno Regione di RAI 3 (in onda ogni mattina alle 7:30) al semplice scopo di dare ulteriore voce ai cittadini e cercare di portare la problematica sul tavolo delle istituzioni preposte alla sua risoluzione.
CHISSA' !
Aggiungi commento
Commenti
Purtroppo è un limite strutturale comune a quasi tutti i sottopassi. Le soluzioni tecniche previste in fase di progetto — per quanto teoricamente valide — crollano davanti a una verità fondamentale: un’opera, pubblica o privata che sia, vive della sua manutenzione costante. In Italia manca ancora una cultura della manutenzione programmata, indispensabile per garantire il funzionamento continuo delle infrastrutture.