Il Vescovo Lagnese: insieme per la dignità di ogni persona. La voce della Chiesa di Capua e del Basso Volturno per la mobilitazione del 24 ottobre a Castel Volturno.

Pubblicato il 22 ottobre 2026 alle ore 17:16

Nota di S.E. Mons. Pietro Lagnese

In vista della manifestazione nazionale promossa per sabato 24 ottobre a Castel Volturno, desidero ribadire il senso profondo della presenza e della voce delle Chiese di Capua e di Caserta.

Fin dall’inizio della vicenda del CPR a Castel Volturno, le nostre Chiese hanno espresso con chiarezza la propria preoccupazione, ponendo al centro la dignità di ogni persona, in particolare di quella migrante, e il rispetto dei diritti, nell’orizzonte della Dottrina sociale della Chiesa, ribadita più volte da Papa Francesco e oggi, con altrettanta fermezza e decisione, da Papa Leone XIV.

Garantire la sicurezza e la legalità è certamente un dovere fondamentale e irrinunciabile delle istituzioni; tuttavia, una sicurezza autentica e duratura non si costruisce diffondendo la paura, cedendo alla tentazione di cercare capri espiatori o dimenticando le sofferenze di chi fugge da povertà estrema, guerre, persecuzioni e ingiustizie. Sicurezza e dignità devono andare necessariamente insieme, sempre! Altrimenti rischiamo di smarrire la bussola del diritto e della civiltà.

Non possiamo ridurci a pensare ai migranti semplicemente come a un problema da gestire; essi sono invece persone che hanno una dignità, risorse e sogni, sono persone che hanno diritto a essere perciò trattate con rispetto e chiedono di poter diventare parte attiva delle società che le accolgono: è questo il pensiero della Chiesa.

Ed è proprio a partire da questo pensiero che continuiamo a guardare con seria e motivata preoccupazione all'ipotesi di realizzare dei CPR. Non li riteniamo rispettosi della dignità delle persone migranti. Perciò, con quanti hanno condiviso la nostra visione, fin da subito abbiamo affermato che non desideriamo i CPR né a Castel Volturno, né altrove.

In particolare, Castel Volturno e il Litorale Domizio sono luoghi già segnati da una storia complessa e feriti da troppi pregiudizi, ma, al tempo stesso, ricchi di straordinarie energie, di esperienze laboriose e di riscatto. Questa terra non ha bisogno di strutture restrittive e contenitive che rischiano di assimilare la condizione di vulnerabilità alla criminalità e di produrre ulteriore degrado sociale e morale.

Castel Volturno oggi ha urgente bisogno di risposte concrete e lungimiranti: di veri percorsi di integrazione, di misure incisive per contrastare lo sfruttamento lavorativo e la piaga del caporalato, di servizi sociosanitari adeguati e di un’alleanza educativa e civile tra istituzioni, associazioni, realtà ecclesiali e cittadini.

Per questo, sabato 24 ottobre, insieme a tanti altri, e sostenuto dai confratelli vescovi, sarò a Castel Volturno.  

La mia partecipazione e il sostegno convinto mio e delle nostre comunità ecclesiali a quella manifestazione non nascono da interessi politici, né tantomeno da un’appartenenza ideologica o da logiche di parte. Il nostro unico intento è parlare a nome del Vangelo, per riaffermare e difendere l’inviolabile dignità di ogni persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio. La Chiesa non fa politica di parte né persegue visioni di schieramento, ma non può restare in silenzio quando in gioco vi è il valore della vita, della giustizia sociale e del rispetto dei diritti fondamentali dei più deboli.

Auspico che la manifestazione nazionale di sabato 24 ottobre, nata dal percorso del Comitato nel quale anche la nostra Chiesa locale è stata coinvolta, rappresenti un’occasione preziosa per consolidare legami di amicizia e fraternità, camminare insieme e testimoniare che esiste un popolo che desidera la pace e si impegna a costruire la concordia.

Chiedo a tutti che la manifestazione si svolga nel pieno rispetto delle regole e della pluralità delle voci che la compongono, senza violenza, contrapposizioni o conflitti, e che diventi una testimonianza luminosa di dialogo e nonviolenza. Le differenze non ci impediscano di riconoscerci fratelli e di lavorare insieme per una società più giusta e accogliente.

A Castel Volturno sabato diciamo sì alla vita, sì all’amicizia, sì alla solidarietà, sì all’accoglienza e alla fraternità, sì alla pace!

Testimoniamo insieme che siamo “Fratelli tutti”, costruendo ponti di incontro e di concordia, mai muri di esclusione e di discriminazione.

Capua, 22 ottobre 2026

+ Pietro Lagnese

Arcivescovo di Capua

 

 

 

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