per la rubrica ..."Qualcosa non va? ... PARLIAMONE !"
Sempre più energia ... a caro prezzo ambientale!
di Peppino Pasqualino
Ormai se ne incontrano sempre più percorrendo le strade provinciali, in particolare nel basso Volturno, zona umida per conformazione territoriale in cui da secoli vivono i pregiati capi bufalini. E' il caso di iniziare ad accendere i riflettori sugli impianti di produzione di biogas, non tanto per l'aspetto squisitamente energetico quanto per quello dell'impatto ambientale; quei mostruosi impianti che riutilizzano i reflui zootecnici per trasformarli in gas e ridurre, in tale modo e con un determinato processo chimico, l'impressionante mole di reflui che da trent'anni stanno "inquinando" i territori agricoli che un tempo davano vita a frutteti, distese di grano e tanto foraggio naturale.
Inginocchiati al cospetto del consumismo più sfrenato si è enormemente aumentato il livello produttivo; dai pascoli su cui si ammiravano i bufali in libertà si è passati all'iper-produzione con il bestiame costretto (contro natura) a vivere (se di vivere possiamo parlare) in spazi ridottissimi, ammassato e "abbuffato" di mangimi (se non di "altro") per produrre sempre più latte e accontentare le fauci del mercato a discapito, spesso, della qualità e genuinità del prodotto lattiero caseario a valle del procedimento.
Ma nonostante la crescita esponenziale di gassificatori sul territorio non sembra che la spesa che i nuclei familiari sono costretti ad affrontare stia diminuendo. Stesso discorso vale per le distese di pannelli solari che stanno sempre più deturpando i paesaggi; la spesa per la bolletta energetica non cambia, non si abbassa, nessuno percepisce il risparmio in qualche modo.
Ecco che qualcuno potrebbe opinare dicendo che tutto questo è il prezzo del progresso. Eh no! Ben vengano gli strumenti che trasformano i raggi solari in energia ma che siano installati sulle costruzioni, sulle abitazioni, sulle aziende agricole e zootecniche per ridurre i consumi elettrici che assorbono enormi quantità di denaro per pagare le importazioni. Queste irriverenti distese di pannelli solari, messe a dimora sui terreni una volta destinati alle colture e ai pascoli, che beneficio stanno recando concretamente alla collettività? E' la domanda che si pongono in tanti. Un arricchimento privato a spese dell'occhio pubblico negato della bellezza paesaggistica di un tempo?
Da qualche parte, nelle giuste sedi, se ne inizi a parlare per capire, e possibilmente correggere, dove siamo diretti; anziché sclerare sempre più alla ricerca di energia perché non si fa nulla per evitare tanto spreco di energia, iniziando da quello domestico? Spie luminose sempre accese, lampadine accese anche di giorno, TV accese di continuo anche se gli occhi restano abbassati sui cellulari, lavatrici messe in funzione senza valutare un pieno carico, lavastoviglie che utilizzano inutili pre-lavaggi. Luci accese senza limitazione notturna negli edifici pubblici e vetrine illuminate dei negozi durante l'intera notte. Ma vorrei chiedere: siete proprio convinti che lasciare le luci accese nelle vetrine e nei centri commerciali spinge l'acquirente a tornare per spendere?
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